Facciate ventilate

LE FACCIATE A VENTILAZIONE NATURALE IN VETRO A DOPPIA PELLE.
V. Di Naso





LE FACCIATE A VENTILAZIONE NATURALE IN VETRO A DOPPIA PELLE.

In questo capitolo verrà sinteticamente trattata una particolare facciata a ventilazione naturale: quella a doppia pelle in vetro. Non si entrerà troppo specificatamente nel merito, in quanto riteniamo che le facciate a doppia pelle, sia a ventilazione naturale sia forzata, rappresentino un tipo indipendente di facciata che, sia dal punto di vista linguistico che tecnologico, richiedono un'ampia trattazione non circoscrivibile all'interno del capitolo di un libro.
Nell'ambito di questa problematica, il capitolo presenterà una prima parte introduttiva costituita da una sintetica trattazione sulle tipologie di facciata semplici in vetro e da specifiche sul vetro, materiale che si è deciso di descrivere, anche se in termini non strettamente specialistici, in quanto presenta caratteristiche formali e prestazionali molto particolari, decisamente diverse da tutti gli altri materiali da costruzione. La trattazione sulle regole con cui si realizzano le pareti semplici in vetro ci sembra necessaria affinché, quella sulle doppie pelli, non lasci troppe perplessità sulle tecniche con cui esse si possono costituire.
I rivestimenti in cotto e le facciate in gres dunque non sono l'unica soluzione per la creazione di strutture per facciate. Le facciate ventilate, combinando vari tipi di materiali e di spessori, portano a tecniche costruttive particolari.
Infatti le doppie pelli, indipendentemente dal loro comportamento e quindi dalla loro integrazione con l'ambiente esterno e con quello interno, di fatto risultano comporsi di due pareti vetrate, sostanzialmente realizzate con le metodiche con cui si costruiscono le pareti semplici in vetro. Anche se, certamente, le modalità con cui si progettano le facciate a doppia pelle risultano più complesse, soprattutto in relazione ai rapporti fra le due vetrate e alle connessioni con la struttura e con il sistema degli impianti degli edifici in cui vengono applicate. Il capitolo presenta una trattazione sulle tipologie semplici di facciate in vetro e una breve classificazione delle facciate doppie, al fine di capire come in essa si collocano quelle esclusivamente a ventilazione naturale.
Il breve esame sulle pareti a ventilazione naturale in vetro, per altro volutamente non eseguito con lo schema con cui si sono trattate le pareti a ventilazione naturale opache, ci è utile per concludere la definizione delle principali tipologie di facciate a ventilazione naturale e per presentare un caso di studio, elaborato nel corso di una tesi di laurea, che si colloca all'interno degli studi sul tema "Innovazione tecnologica nel progetto esecutivo di facciate continue per edifici pubblici". Anche in questo caso l'intenzione è quella di dimostrare, come il progettista si possa riappropriare, senza lasciarsi guidare esclusivamente dalla logica intrinseca del mezzo tecnologico, dell'intero processo d'ideazione e di verifica, del progetto architettonico e di quello esecutivo, in tutte le sue fasi, dal progetto strutturale alle analisi prestazionali, attraverso la conoscenza delle tecniche e dei materiali. Per altro il tema delle facciate a doppia pelle, che rappresenta specificatamente uno degli obiettivi di ricerca che stiamo perseguendo, e sul quale si sta svolgendo un Dottorato di Ricerca presso il nostro Dipartimento1, risulta essere l'argomento della nostra prossima pubblicazione sul tema delle facciate ad alta tecnologia. Le facciate cosiddette "a doppia pelle", sono un sistema di parete esterna altamente tecnologica, montata a secco e costituita da uno strato doppio di tamponamento in vetro con una intercapedine interposta, solitamente di dimensioni considerevoli. Esse rappresentano l'evoluzione delle pareti in vetro e le loro principali peculiarità, rispetto a pareti ventilate con rivestimento opaco, sono proprio costituite dal fatto di essere completamente trasparenti e di permettere quindi il passaggio della radiazione luminosa, oltre che dover assolvere, con l'utilizzo del vetro, a tutte le prestazioni richieste ad una parete esterna. Come accennato, si ritiene opportuno riferire sinteticamente caratteristiche e problemi delle facciate monostrato in vetro, al fine di meglio comprendere le motivazioni funzionali e prestazionali che hanno condotto all'origine delle pareti a doppia pelle, nelle quali uno degli obiettivi è certamente quello di ovviare alle problematiche presenti in quelle trasparenti monostrato.

Le pareti trasparenti

L'elemento trasparente in questo caso è l'unico che separa l'ambiente interno da quello esterno, ad esso viene affidato il compito di disciplinare l'ingresso dell'energia radiante e la dispersione dell'energia termica.
Per altro l'elemento, in genere vetro, dovrà possedere tutte quelle caratteristiche meccaniche tali da fornire resistenza agli agenti esterni ed agli urti.
Le pareti trasparenti sono quelle che fra tutte forniscono una più forte caratterizzazione formale dell'edificio. In realtà, quasi la totalità delle pareti di questo genere utilizza la tecnologia del vetro, anche se è necessario notare che l'industria ha introdotto una serie di prodotti con caratteristiche meccaniche e fisiche tali da renderne competitivo, rispetto al vetro, il loro impiego. La nostra breve analisi comunque sì limiterà alle soluzioni ordinariamente adottate.
Tale tipologia di parete è probabilmente quella in cui un impiego non sufficientemente accorto può condurre a risultati pessimi, sia a livello energetico che di impatto ambientale. Ovviamente i problemi principali sono legati alla radiazione diffusa e diretta trasmessa, sennonché al basso livello di isolamento termico che la lastra di vetro fornisce. Nel primo caso si dovrà porre attenzione a non generare un comportamento dell'edificio ad "effetto serra", dove appunto l'energia radiante rimane all'interno dell'edificio sotto forma di calore. Per evitare, o almeno limitare tale effetto, che può essere invece, se ben controllato, benefico nel periodo invernale, è necessario almeno considerare con attenzione i seguenti fattori:

localizzazione e orientamento dell'edificio;
condizioni climatiche;
caratteristiche di selettività del vetro;
possibilità di dotare l'edificio di sistemi di schermatura;
Per quanto riguarda i dispositivi di schermatura, è buona norma che vengano posti all'esterno della superficie vetrata per poter ottenere un effettivo beneficio dal loro impiego, o, se tale soluzione si trova in conflitto con la scelta formale della facciata, è consigliato un impiego tra due superfici vetrate, soluzione che ovviamente presenta costi maggiori, ma che se sapientemente utilizzata può portare benefici altrettanto vantaggiosi. La schermatura viene fatta con frangisole per facciate, nello specifico utilizzando frangisole in gres oppure in cotto. L'altro problema principale, anche se di più semplice risoluzione, è quello delle dispersioni termiche. E' ormai evidente che l'adottare una lastra di vetro semplice, anche se stratificata, porta ad ottenere coefficienti di trasmittanza unitaria della parete incompatibili con le ordinarie necessità di isolamento termico. Di ciò l'industria ha preso atto e ha messo sul mercato una serie di prodotti con ridotte trasmittanze. In realtà, se utilizzassimo pareti costituite esclusivamente da una vetrazione, anche se con caratteristiche migliorate, non sarebbe ancora possibile avere edifici con un fabbisogno energetico annuo accettabile. Questo è uno dei motivi per i quali le pareti trasparenti in realtà possiedono spesso parti cieche, in cui appunto vengono inseriti pannelli isolanti, in tal modo è possibile abbassare la trasmittanza complessiva della parete, riuscendo comunque a mantenere un aspetto formale omogeneo nel caso in cui si adottino vetri riflettenti.
L'altro problema a livello termico, comune peraltro a tutte le pareti leggere, è quello della ridotta inerzia termica fornita dalla parete. Presa coscienza di tale problema, si dovrà affidare ad altri elementi dell'edificio il compito di garantire un comportamento termico dell'edificio accettabile. Solitamente ci si affida alle masse dei solai e a quelle delle pareti interne, anche se in genere, negli edifici per cui sono previste tali soluzioni di parete esterna, sì associano tramezzature leggere di massa ridotta.
Le difficoltà di isolamento termico sono solitamente accompagnate da quelle di isolamento acustico e ciò si verifica anche in questo caso, dove il problema è strettamente connesso alla massa assai ridotta delle facciate.
Anche in questo caso l'industria ha cercato di porre rimedio, specializzando sempre di più i sistemi e producendo vetrate che garantiscono prestazioni fonoisolanti notevolmente superiori alla singola lastra. Nella realtà però, il livello dì isolamento acustico della parete diventa accettabile solo se si adottano soluzioni più complesse e più costose della singola vetrata come ad esempio quello di accoppiare due vetrate in modo da ottenere un'intercapedine trasparente per tutto il perimetro dell'edificio ovvero nel caso delle doppie pelli.
Per ciò che riguarda la tenuta all'aria e all'acqua, gli elementi maggiormente coinvolti dal problema risultano essere i giunti, i sistemi di ancoraggio al telaio dell'edificio e i sistemi di drenaggio, quando presenti.
L'importanza del fissaggio quando si tratta di strutture per facciate va previsto nel momento progettuale, prima dell' installazione di facciate ventilate.
I giunti devono avere ovviamente caratteristiche tali da potersi adattare senza subire danni alle deformazioni della parete, in relazione alle spinte del vento e alle deformazioni termiche, relative sia al telaio dell'edificio che alla parete medesima. Allo scopo di minimizzare l'incidenza di queste sono necessari sistemi di collegamento tali da non trasmettere né gli spostamenti del telaio alla parete, né quelli di una parte della parete a quelle ad essa adiacenti.
Dal punto dì vista formale, ma anche tecnologico, sono molte le soluzioni dì parete trasparente: è possibile individuare soluzioni in cui la lastra di vetro è ancorata direttamente al telaio dell'edificio, assolvendo quindi essa stessa una funzione autoportante e di resistenza meccanica; soluzioni in cui il vetro garantisce l'autoportanza dell'intera parete ma non la resistenza all'azione del vento, per la quale quindi viene prevista una struttura ausiliaria; sistemi ordinari in cui la lastra ha solo la funzione di tamponatura, garantendo una resistenza meccanica sufficiente al suo funzionamento come lastra vincolata sui quattro lati.
Si analizzano due alternative tecniche: le facciate continue e le facciate sospese.

Facciate continue in vetro

Le facciate continue sono caratterizzate dalla presenza di una struttura ausiliaria necessaria al posizionamento dei vari componenti della parete, dagli elementi trasparenti, che potranno essere sia fissi che apribili, agli elementi ciechi. In questo caso la definizione di parete trasparente è dovuta all'ampia superficie occupata dagli elementi trasparenti, tesa ad ottenere un aspetto omogeneo della facciata, estendendo quindi la vetrata esterna a tutta l'intera superficie della parete. A definire l'aspetto della parete contribuisce inoltre in maniera determinante la scelta di mantenere a vista la sottostruttura. Vi è la possibilità di rendere la parete un'unica superficie di vetro (facciate in vetro strutturale - VEC) o nel caso più generale trattare la facciata per partizioni con sottostruttura in vista, ottenendo una facciata quasi come se fosse un'insieme di "serramenti". La parete, in modo analogo alle pareti leggere, possiede una sottostruttura che gli permette di possedere l'autoportanza e di sopportare le sollecitazioni fornite dal vento e dal sisma. La struttura in genere coincide con un telaio costituito da profilati in lega leggera, generalmente in alluminio. Questo verrà poi fissato al telaio dell'edificio, di norma con staffe di fissaggio in corrispondenza di ogni interpiano.
Essendo il telaio a diretto contatto con l'ambiente esterno, è necessario affrontare i problemi legati alle deformazioni dovute alle variazioni termiche e all'isolamento termico della parete. Per le prime risulta necessario permettere che i profilati, ed in particolar modo i montanti, possano dilatarsi liberamente, soprattutto in considerazione del fatto che l'escursione termica di progetto è di solito compresa tra i -20°C e +80°C. Ciò è possibile fissando con collegamenti di tipo diverso il montante ai due estremi.
Sono sempre da preferirsi stati tensionali di trazione rispetto a quelli di compressione, concedendo appunto di adottare snellezze maggiori per i profilati: si può optare per fissaggi fissi sulla soletta superiore e scorrevoli su quella inferiore, in modo tale da consentire le dilatazioni.
Per garantire la continuità nella direzione verticale della struttura, si possono adottare giunti telescopici il cui funzionamento è ottimizzato dall'interposizione di fogli di nylon o teflon tra le superfici di attrito. Tutto ciò consente di poter utilizzare nelle verifiche di sicurezza del montante uno schema statico di trave continua estesa a tutta l'altezza dell'edificio.
I sistemi di fissaggio sono, come già anticipato, costituiti da staffe in acciaio zincato o acciaio inox. La peculiarità di questi elementi è quella di permettere una regolazione nelle tre direzioni dello spazio, ciò allo scopo di poter assorbire le tolleranze di montaggio tra telaio dell'edificio e sottostruttura. Solitamente si consentono regolazioni di circa ±20mm sia nel piano delle solette che in direzione verticale. L'ancoraggio delle staffe al telaio può avvenire mediante tasselli meccanici, nel caso di telai in c.a., oppure semplicemente mediante bullonatura nel caso di telai in acciaio.
Uno dei problemi fondamentali è quello relativo all'isolamento termico, essendo i profilati a diretto contatto sia con l'ambiente interno che esterno. è necessario quindi intervenire interponendo un elemento isolante e, cosa ancor più importante, interrompendo la continuità del profilato stesso, altrimenti si verificherebbe un ponte termico in corrispondenza di ogni elemento della struttura ausiliaria. La progettazione specifica delle strutture per facciate trova le soluzioni più adatte per la realizzazione di facciate ventilate a regola d'arte. Il problema si può risolvere adottando profilati a taglio termico. Questi in realtà sono costituiti da due profilati distinti, che vengono resi solidali mediante un elemento in resina poliuretanica o poliammidica rinforzata. Per garantire la resistenza dei profilati agli agenti atmosferici, questi vengono industrialmente sotto a trattamenti di elettrocolorazione mentre, nei rari casi in cui la sottostruttura è in acciaio, la protezione deve essere garantita mediante zincatura o rivestimento a base di resine.
Uno dei problemi legati al taglio termico è quello del gradiente di temperatura che si instaura all'interno del profilato. Ciò porta a deformazioni differenziate che conducono a sollecitazioni flessionali nella sezione.

Vetrate sospese

La tecnologia delle vetrate sospese è assai più recente di quella delle facciate continue.
Con questa tecnologia si ottengono risultati formali di grande effetto, quasi una "smaterializzazione" della facciata, anche grazie al fatto che la struttura portante della parete, può ridursi ad un sistema di controventi, composto esclusivamente da bielle e cavi.
La chiave di lettura per una vetrata sospesa risulta quindi essere quella della ricerca della più assoluta trasparenza.

Si indicano con il termine vetrate sospese due sistemi distinti, che hanno alla base due modi differenti di concepire tale tecnologia:
vetrate a lastre indipendenti;
vetrate a lastre sospese.

Le vetrate a lastre indipendenti non utilizzano a pieno le caratteristiche meccaniche del vetro, in quanto ci si affida ad una struttura secondaria sia per i carichi orizzontali che per quelli verticali.
In ogni caso però la struttura trasla dal piano della vetrata, potendo essere una snella struttura in montanti che sta davanti o dietro a tale piano, oppure coincidere con il telaio dell'edificio.
Le vetrate a lastre sospese invece utilizzano una struttura secondaria solo per contrastare le azioni del vento o comunque quelle in direzione orizzontale, il peso della vetrata e dei sistemi di connessione; quest'ultimo, peraltro assai contenuto, è totalmente affidato alla superficie vetrata. In questo caso lo scopo è quello si ottenere la cosiddetta "rideau", ovvero la tenda di vetro. Il principio è quello di far sostenere ad ogni lastra il peso di tutte quelle inferiori, ed eventualmente, in caso di rottura di una lastra adiacente, parte di quello delle lastre precedentemente sostenuto da questa. Le facciate ventilate realizzate con vetro rispondono ad esigenze di estetica e modernità che si perfezionano nell' installazione di facciate ventilate con elementi indipendenti o sospesi.
Le vetrate sospese sono anche conosciute con la sigla VEA (Vitrage Exterieur Agrafè) ovvero "vetrata sospesa agganciata", dove la giunzione è puntiforme.
La normativa europea che fornisce indicazioni sulla "regola dell''arte" per tale tecnologia, sennonché modelli di calcolo per il dimensionamento delle lastre, è il Rapport technique UEAtc pour /'Agrément des ouvrages réalisés eri vitrages extérieurs attachés.
Senza addentrarsi troppo nello specifico della normativa, è comunque dì qualche interesse riportare la terminologia e la classificazione. Si individuano quattro elementi costituenti il sistema tecnologico in analisi:

Ossatura secondaria: l'insieme di elementi che consente di trasmettere all'ossatura principale dell'edificio le azioni agenti sulla vetrata sennonché fornire la stabilità al sistema;

Attacchi: elementi puntuali solidali all'ossatura secondaria e tali da consentire l'aggancio meccanico dei fissaggi. La sua funzione è quella di consentire la trasmissione delle azioni dai fissaggi all'ossatura secondaria;

Fissaggi puntuali: elementi meccanici di piccole dimensioni, che attraversano il piano della vetrata e che consentono di trasmettere i carichi agenti su questa agli attacchi e quindi all'ossatura secondaria.
Vetrata: elemento vetrato di cui la normativa contempla sia il vetro semplice che il vetro doppio isolante.
La normativa non contiene una classificazione sistematica delle vetrate strutturali, che in effetti risulterebbe assai complessa e mai esaustiva, ma dall'altra esclusivamente dei fissaggi. I criteri adottati sono tre:
la tipologia del fissaggio;
il vincolo strutturale a cui è assimilabile il fissaggio;
i gradi di libertà nel piano della facciata consentiti al fissaggio.
Si individuano due tipologie di fissaggio:
Fissaggi attraverso la lastra di vetro;
Fissaggi esterni alla lastra di vetro.

Ciò che li differenzia maggiormente è la necessità di dover forare la lastra nella prima tipologia e la possibilità di mantenerla intatta nella seconda.
La classificazione in funzione del vincolo fornito dal fissaggio utilizza gli schemi della scienza delle costruzioni, quindi si distinguono:
cerniere, incastri e semi-incastri. In realtà tale vincolo, affinché se ne possa giudicare la compatibilità con la lastra, deve confrontarsi con quello fornito dall'attacco che lo accoglie.
Quindi la classificazione si articola combinando il tipo di vincolo offerto dai due elementi.

Le facciate a doppia pelle

Le facciate doppie sono composte da due strutture di parete e da un'interposta intercapedine d'aria; delle due pareti, una costituisce il vero e proprio diaframma con l'esterno ed è quindi l'effettiva facciata e una invece, che prende il nome di seconda pelle, può essere sia in posizione prospiciente i vani interni all'edificio, che invece verso l'ambiente esterno e serve a realizzare l'intercapedine d'aria. è in rapporto quindi al funzionamento del sistema complessivo di facciata che anche la parete principale, ovvero quella isolante, può essere in posizione interna o esterna.
Il sistema si basa in pratica sul principio di avere un "doppio vetro" ventilato dotato di schermatura, con lo scopo di riflettere quanto più possibile la radiazione solare. A questo proposito si possono predisporre frangisole per facciate che nel caso di queste facciate ventilate dovranno essere posizionati tra il all'interno tra il rivestimento e la facciata vera e propria.
Solitamente le schermature per la protezione solare si trovano posizionate all'interno dell'intercapedine, dove trovano la loro ottimale localizzazione in relazione alle prestazioni che devono garantire.
In alcuni sistemi la tecnologia risulta composta da monoblocchi prefabbricati appesi alla struttura portante, ovvero da pannelli-parete doppi, con telai di supporto atti a sostenere le due porzioni di parete, distanziate dall'intercapedine e con gli oscuramenti all'interno, in altri invece la costruzione è realizzata tramite due pareti separate, ovvero da una vera e propria parete vetrata interna con indipendente sottostruttura e da una parete vetrata esterna, anch'essa con i propri elementi di sostegno. In genere la scelta di realizzare la facciata con l'uno o con l'altro sistema tecnologico dipende dalla dimensione della camera di ventilazione: fino a circa 50 cm vi è la possibilità di costruire monoblocchi a telaio, invece con intercapedini di dimensioni maggiori tale opportunità risulta più complessa e quindi potrebbe essere necessario porre separatamente in opera le due pareti. La parete esterna della facciata presenta aperture che permettono l'ingresso e l'uscita dell'aria dall'esterno, e in alcune tipologie, tramite bocchette, la ventilazione viene connessa con gli impianti o direttamente con l'ambiente interno. è necessario che vi siano dispositivi per l'apertura e la chiusura delle aperture per la ventilazione in modo tale che si possano controllare i flussi di ingresso/uscita, soprattutto perché in regime invernale la parete a doppia pelle ventilata garantisce risultati se viene chiusa e quindi funziona come intercapedine non ventilata. Vi sono vari modi classificatori, ma sostanzialmente a nostro parere le facciate a doppia pelle presentano tre tipi fondamentali di funzionamento:

a sistema chiuso,
a ventilazione forzata,
a ventilazione naturale.
Le facciate a sistema chiuso, dette anche a compensazione di pressione, sono sistemi a doppia pelle dotati solo di piccole aperture sull'esterno, proprio al fine di regolare la pressione di vapore ed evitare condense nell'intercapedine. Tali facciate, indicate per zone climatiche in cui anche le temperature estive siano basse, presentano l'inconveniente dell'aumento eccessivo, soprattutto in regime estivo, della temperatura nell'intercapedine e per ovviare il più possibile a ciò la vetrata isolante è così posta verso l'interno. Questa tecnologia garantisce:3 buone prestazioni particolarmente rispetto alla protezione acustica, addirittura dove gli edifici sono poste in zone ad alto traffico; ottime prestazioni termiche in regime invernale;
discreta conservazione delle schermature solari;
Le facciate a ventilazione forzata presentano dimensioni variabili dell'intercapedine e sono connesse agli impianti che climatizzano tutto l'anno gli ambienti; in tali sistemi esiste sempre l'opportunità di aprire la parete interna per permettere la manutenzione, mentre la parete esterna risulta isolata termicamente e si costituisce come la vera e propria barriera con l'esterno.

Questa tecnologia offre il vantaggio di:
limitare i consumi per il raffrescamento dei locali a contrasto della radiazione solare assorbita in quanto l'aria calda generata in essa viene direttamente aspirata dall'intercapedine;
ridistribuire l'energia all'interno dell'edificio, sfruttando l'energia solare in funzione dell'orientamento dell'edificio durante il giorno e ridistribuendo il calore nelle zone non esposte;
localizzare postazioni di lavoro in adiacenza alla facciata che non raggiunge mai temperature troppo elevate;
garantire un buon isolamento acustico.

Spesso il processo di automazione coinvolge tutto l'edificio in modo tale da programmare ed interconnettere:
apertura/chiusura delle bocche di ventilazione sull'esterno;
orientamento ottimizzato dei sistemi di schermatura solare;
apertura/chiusura delle bocche di aspirazione d'aria dagli ambienti interni;
apertura/chiusura delle bocchette di immissione d'aria negli ambienti interni;
attivazione degli impianti;
apertura/chiusura dei serramenti interni verso l'intercapedine.

Le bocchette di aspirazione d'aria dagli ambienti interni possono assumere morfologie diverse in relazione alle varie localizzazioni possibili fra cui le fessure sotto i serramenti interni come ad es. nelle Torri della Deutsche Bank a Francoforte dello Studio ABB, o in corrispondenza dei corpi illuminanti come ad es. nella Sede dei Lloyd's di Londra dello Studio Rogers; altrettanti sono i modi con cui l'aria viene aspirata o immessa nell'intercapedine, anche se il più consueto è quello che prevede il posizionamento di bocchette in corrispondenza dello spessore del solaio di piano.

In molti casi vi è poi l'opportunità per gli utenti di aprire o chiudere completamente la parete interna in modo da sfruttare e gestire personalmente le possibilità termiche offerte dal calore dell'aria nell'intercapedine.

Facciate a ventilazione naturale.

Le facciate a ventilazione naturale prevedono la facciata isolante a contatto con l'interno, e la seconda pelle verso l'esterno, così come avviene in tutte le facciate ventilate. I vantaggi offerti dal sistema sono:
miglioramento complessivo delle prestazioni termiche dell'edificio se il sistema viene applicato all'interno di un processo di progettazione integrato di architettura, struttura, impianti;
eliminazione del calore dell'intercapedine in regime estivo;
possibilità di aprire i serramenti interni nelle stagioni intermedie sfruttando così l'aria a temperatura mite presente nell''intercapedine; limitata manutenzione dei sistemi di protezione solare posti all'interno dell'intercapedine;
buon isolamento termico dato dal "pacchetto" di facciata, se chiuso ovvero in assenza di ventilazione, durante l'inverno;
buona protezione dai rumori per gli edifici di altezza ridotta6. Esse si utilizzano soprattutto nei casi in cui l'edificio per posizione, orientamento, morfologia, ecc. non sia in grado di sfruttare al meglio la ventilazione naturale degli ambienti, tuttavia è sempre necessario che l'edificio sia dotato di un adeguato sistema impiantistico che, pur non connesso con la facciata, garantisca il totale soddisfacimento delle prestazioni termiche in tutte le possibili condizioni ed in particolare per contrastare le temperature estreme.
Certamente, pur non essendo indispensabile, si possono migliorare le prestazioni del sistema se, oltre all'apertura e alla chiusura delle bocche di ventilazione dell'intercapedine, queste si possono azionare al fine di regolare il flusso di ingresso dell'aria, in relazione alle condizioni esterne. Le facciate ventilate di questo tipo oltre alla serie di vantaggi sopra elencati permettono di risparmiare costi di ulteriori impianti. Le strutture per facciate di questo tipo sono varie.

Questa tipologia è caratterizzata da 4 principali sistemi secondo le modalità di ventilazione all'interno dell'intercapedine e quindi secondo le partizioni con cui essa viene suddivisa:
a celle singole;
a corridoio;
a tutta superficie;
a canali.

La tipologia più diffusa è quella delle singole celle (ad es. Commerzbank a Francoforte dello Studio Foster, in cui il sistema non è esteso a tutta la facciata) in quanto avendo una compartimentazione più ridotta e una distanza limitata fra bocche di ventilazione di ingresso e di uscita consente un maggiore controllo del suo funzionamento e delle sue prestazioni soprattutto per:
limitato aumento della temperatura dell'intercapedine;
protezione acustica in relazione agli ambienti circostanti e fra gli interpiani;
controllo della propagazione del fuoco e dei fumi in caso dì incendio;
buona ventilazione degli ambienti interni.

Anche il sistema a corridoio, che si sviluppa con l'altezza di un piano, garantisce le prestazioni del sistema a celle, ponendo nella progettazione alcune attenzioni ad esempio nel posizionamento delle aperture di ventilazione, che è bene non si trovino sovrapposte o in posizioni in cui possa avvenire contrasto fra l'ingresso e la fuoriuscita dell'aria dalla camera di ventilazione (a questo proposito è possibile riferirsi all'esempio riportato a fine capitolo).
Nella tipologia a tutta superficie, l'intercapedine è estesa a molti piani o addirittura all'intera superficie di facciata: in questo caso l'effetto camino può essere sfruttato anche, aprendo i serramenti verso l'interno, per aspirare l'aria viziata dai vani interni, è tuttavia necessaria particolare attenzione nella progettazione del sistema affinché siano controllate le possibili turbolenze dovute ai componenti tecnologici presenti nell'intercapedine e nel dimensionamento della sezione dell'intercapedine affinché sia garantito l'effetto camino.
Nella tipologia a canali, detta anche a camino, la compartimentazione avviene in senso verticale, per più piani, e l'aria viene indirizzata in veri e propri camini di ventilazione. Tali camini, in genere di larghezza contenuta, necessitano in genere dì una struttura autonoma inserita nello spessore della facciata, ciò in quanto non devono presentare, a garanzia di funzionamento, elementi trasversali che ostacolino il "tiraggio". Un'applicazione del sistema si ritrova nel Photonic Centre a Berlino di Sauerburch Hutton Architects.
Le attenzioni da riporre in relazione al sistema di facciata doppia a ventilazione naturale, rimanendo valide quelle già espresse per il sistema edificio-parete ventilata sia dal punto di vista fisico tecnico che strutturale, sono principalmente:

tipo di compartimentazione;
dimensione dell'intercapedine;
posizione del sistema di schermatura solare;
posizione e morfologia delle bocche di ingresso e uscita dell''aria;
tecnologia della soluzione in corrispondenza dei serramenti;
possibilità di pulizia e manutenzione.

Per la progettazione delle facciate ventilate realizzate con questo sistema ed in particolare dell'intercapedine si rimanda a quanto esposto nel cap. 4 del libro. Ovviamente la complessità dell'argomento richiederebbe una trattazione molto più ampia per l'installazione di facciate ventilate di questo tipo.

Riferimenti Bibliografici

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Supporti telematici

1. www.monointec.it(' pavimenti galleggianti).
2. www.iscom.it (' copertura in zinco titanio).
3. www.vmzinc.com (' copertura in zinco titanio).
4. www.isoclima.it (' vetrazioni temperate).
5. www.palladiotrading.com (' tiranti in acciaio).
6. www.advancedbuilding.org (' ventilazione naturale/climatizzazione).
7. www.enermodal.com (' ventilazione naturale/climatizzazione).
8. www.proterimex.com (' sistemi di emissione: travi fredde).
9. www.sinanet.anpa.it (' annuario dei dati ambientali con indicatori SINANet).
10. www.enea.it (' Dipartimento Energia: raccolta di informazioni sulle tecnologie a minor impatto ambientale).
11- www.energiealternative.com (informazioni sulle pompe di calore).






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